CELLULE PER RICOVERI DI EMERGENZA


Le calamità che il nostro Paese ha dovuto subire negli ultimi anni devono spingere i tecnici, ognuno per le sue competenze, a dare contributi in termini di idee e soluzioni per la copertura di quel periodo emergenziale iniziale, dove proprio l’immediatezza e l’imprevedibilità dell’evento prendono tutti alla sprovvista, costringendo anche gli operatori della Protezione Civile a ricorrere come prima risorsa alle solite soluzioni in tenda o in container; soluzioni che purtroppo in un Paese con molte zone montagnose e soggette ad eventi climatici severi, come per esempio quest’inverno 2016/2017, non rispondono nemmeno provvisoriamente alle necessità di chi non ha più, non solo una casa, ma nemmeno un piccolo angolo di privacy in cui rifugiarsi per un minimo conforto fisico e psicologico. I posti letto in camerata non possono rappresentare una soluzione per queste persone, abituate ad una vita familiare tranquilla e riservata. Ecco pertanto una piccola proposta, certo migliorabile, per rispondere nell’immediato periodo dell’emergenza fattuale, per offrire a queste persone, già tanto provate, almeno un minimo di comfort e di privacy. Naturalmente il tutto va contemperato con le necessarie considerazioni di risparmio e ottimizzazione degli scarsi mezzi a disposizione in episodi del genere.

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La proposta è la realizzazione di una cellula minima poco costosa ma dotata di quei requisiti di comfort e durevolezza che fanno di questa cella di emergenza uno strumento riusabile più volte nel tempo per le varie emergenze che si dovessero purtroppo verificare in futuro e che rispondono in maniera efficace ai minimi bisogni di vivibilità della popolazione colpita, in attesa dei necessari tempi di realizzo delle soluzioni definitive, che non restano oggetto, ovviamente, di questa proposta.

La cellula base ha dimensioni m 5 x 2.5 altezza m. 3.20, di peso circa 100 qli e trasportabile in coppia su un normale autotreno senza necessità di dichiarare il trasporto eccezionale. Potrà essere completata in stabilimento con pavimentazione, igienici, angolo cottura, impiantistica elettrica ed idraulica, e diverrebbe funzionante in poche mosse, semplicemente accostando sul terreno anche solo inghiaiato le due celle elementari e collegando l’impianto elettrico alla cabina generale e l’impianto fognario alla cellula di depurazione (vasca IMHOFF prefabbricata) oltre che le tubazioni idriche di adduzione alla presa dell’acquedotto. Il tutto può avvenire nel corso della stessa giornata per ogni singola unità base, in funzione ovviamente del personale impegnato nelle operazioni di posa:

 

La realizzazione di questa cellula avviene mediante l’utilizzo di elementi in polistirene sinterizzato, di spessore mm 70 nella parte esterna e nella parte interna della parete, che racchiudono un elemento in calcestruzzo di spessore mm 100. Completa la parete un intonaco strutturale di mm 30 sia all’esterno che all’interno, realizzando così una parete finita di spessore mm 300, con standard di isolamento termico e di insonorizzazione a livello alto. tale struttura ha inoltre capacità di durare nel tempo e consentire di riutilizzare l’unità per successive emergenze senza che ciò vada a scapito della qualità e della continuità delle sue caratteristiche di comfort.

La composizione base è quella della coppia di cellule sistemate in maniera speculare per realizzare una singola unità di prima emergenza di circa 20 mq di spazio interno:

 

L’unità è dotata di solaio in calcestruzzo sia come pavimento di calpestìo che come copertura, realizzato anch’esso con una casseratura a rimanere in polistirene sinterizzato, eliminando in questo modo qualsiasi ponte termico nel passaggio dal pavimento alla copertura, passando per le pareti:

 

La pianta della cellula elementare consente di creare in 20 mq un ambiente vivibile con buona qualità di vita per due o, adottando letti a castello, quattro persone:

 

La componibilità del sistema, stante la sua semplicità di base, è massima; ad esempio è possibile ampliare la cellula elementare trasformandola in un ambiente di circa 40 mq idoneo per accogliere fino ad otto persone:

 

 

La versatilità di questo sistema consente di realizzare anche cellule per soli dormitori, delegando ad un nucleo centrale l’adempimento delle funzioni comuni a tutta la comunità. In questo caso le cellule vanno sistemate a batteria come nell’esempio seguente:

 

 

La disposizione di queste cellule “dormitorio” può essere a semplice contatto, realizzando in maniera semplice un corridoio, se pur esiguo, di disimpegno alle varie cellette, le quali manterrebbero, nonostante l’utilizzo di tipo collettivo, quelle caratteristiche di comfort e di privacy delle celle originali. Qui di seguito una batteria di celle capaci di ospitare fino a 160 persone utilizzando letti a castello, il tutto nello spazio di 600 mq circa:

 

 

Una disposizione diversa delle cellette dormitorio, con le aperture non già orientate verso l’interno della cella ma verso l’esterno, consente una maggiore indipendenza delle unità ma costringe alla realizzazione dei corridoi all’esterno della cellula, impegnando maggiore spazio totale:

 

come si può verificare nella tavola seguente, lo stesso spazio circa, utilizzato per ricoverare 160 persone, in questa soluzione consente di ricoverarne 128, consentendo in compenso una maggiore indipendenza tra le unità:

 

 

Infine la realizzazione del nucleo centrale per i servizi ai dormitori (servizi igienici, mensa, uffici) può avvenire disponendo 8 celle elementari intorno ad uno spazio libero coperto con una struttura leggera tipo copertura a tendone:

 

La grande modularità dell’elemento base consente comunque aggregazioni diverse da quelle qui presentate a puro titolo esemplificativo. E’ possibile infatti aggregare le cellule in maniera da dimensionare gli edifici a seconda delle necessità dettate dal numero di persone da ricoverare:

 

 

A titolo puramente esemplificativo, viene qui appresso riportata una aggregazione per la realizzazione di un villaggio capace di accogliere fino ad un massimo  di 128 posti letto nel caso di unità dormitorio, oppure 64 posti letto nel caso di unità indipendenti con angolo cottura e servizi sanitari, più l’edificio centrale in cui sono dislocati la mensa, lo spaccio e gli altri servizi comuni: